Ci sono pomeriggi in cui comincio a riflettere, a pormi domande, anche le più banali, ma che nel mio piccolo, diventano così complesse che nemmeno un filosofo dell'antica Grecia, nonostante tutta la sua sapienza, sarebbe in grado di darmi delle risposte. Certo, avere tanti dubbi è normale, avere tutte queste domande in testa fanno parte della crescita. Il vero problema forse è il non aver ancora trovato qualcuno capace di darmi delle risposte, capace di rassicurarmi, capace di restare anche solo ad ascoltare.
Poi, ci sono pomeriggi in cui sento improvvisamente un vuoto dentro, una tristezza che viene dal cuore, una tristezza di cui nemmeno io conosco la causa. Talvolta, penso che sia la mancanza di quella persona a cui io so di poter dare tutto l'affetto e l'amore del mondo, se solo avesse voglia di chiedermelo. So di essere la prima ad averne davvero bisogno, bisogno anche della più piccola attenzione che si possa dare ad una persona, bisogno di un abbraccio. So che può sembrare banale, ma a volte è il gesto più piccolo a fare la differenza, quello che può diventare un tutto indispensabile.
Ci sono pomeriggi in cui mi affaccio alla finestra, ma non per ammirare il paesaggio, ma perché sento il bisogno di guardare in alto, ammirare il celo. Alcuni mi dicono che se lo faccio, sarà perché sono una ragazza a cui piace sognare. Ed è vero perché ogni volta che alzo lo sguardo per ammirare la luna, le stelle, anche le nuvole grigie se ci sono, penso a tutto ciò che potrebbe accadermi di bello nella vita e a tutto ciò che potrei fare io per aumentare la probabilità che si avverino tutti i miei sogni.
Infine, ci sono pomeriggi in cui sono felice, felice di ciò che ho, felice delle splendide persone che mi stanno accanto, felice della vita. Allora afferro il microfono e comincio a cantare a squarciagola, finché mia madre non mi grida dalla cucina di abbassare il volume dello stereo.
Insomma, ci sono pomeriggi in cui mi rendo conto che durante il pomeriggio, sono proprio una tipa lunatica.
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